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via le truppe

La spesa di guerra: quanto costano le missioni dell'Unione


Pietro Stara
25,1 miliardi annui per le "missioni" in armi. Il decreto di rifinanziamento delle missioni militari all'estero (DL 224/2006), discusso ed approvato in senato il 25 luglio scorso, ha avuto ampia diffusione sulla stampa nostrana, a causa delle possibili ricadute sulla tenuta del governo "Prodi". 
Tutti i giornali presi in consultazione (quotidiani, settimanali…) hanno dato risalto, per "qualità" e "quantità" economica soprattutto alle missioni "irachena" ed "afgana". La questione "afgana" è risultata essere emblema delle scontro tra militaristi governativi e, ora possiamo dirlo, ex-pacifisti sempre governativi. Il complesso del decreto è invero assai più largo e riguarda diverse missioni di guerra, o di pace come le chiamano loro, ma di loro pace si tratta.

Alcuni dettagli:

Iraq

La prosecuzione della missione "umanitaria", di stabilizzazione e ricostruzione dell'Iraq, è stata rifinanziata con la cifra di euro 33.320.634. Se leggete il decreto si parla appunto di rifinanziamento di ciò che viene definita una missione umanitaria di pace: il decreto, al momento, continua a dare soldi per la guerra sotto forma di ricostruzione. Il governo attuale, Rifondazione in testa, al momento paga ancora la guerra in Iraq. Probabilmente se non lo avessero distrutto non sarebbe stato necessario dare soldi per ricostruirlo. Ci avete mai pensato? La parte militare della guerra in Iraq prende 129.381.507 euro per il rientro delle truppe entro l'autunno, a cui si devono aggiungere euro 550.268 per la proroga (dicembre 2006) della partecipazione di personale militare alla riorganizzazione dei Ministeri della difesa e degli Interni iracheni.

Afganistan
Per la realizzazione degli interventi di cooperazione in Afganistan la spesa ammonta a 17.500.000 euro, mentre per la prosecuzione della guerra se ne spendono un po' di più, ovvero, 136.631.975 euro. La cooperazione come alibi per sostenere la guerra: avete mai pensato anche a questo? Missioni nel Golfo Arabico e nel Mediterraneo: Euro 25.569.180 per la partecipazione di personale militare alla missione nel Golfo arabico nel quadro della missione "Enduring Freedom", avete letto bene, e della missione "Active Endeavour", ad essa collegata ed avete letto sempre bene.

Balcani
Balcani (vecchie guerre per nuovi finanziamenti militari): euro 95.174.625 per la proroga delle seguenti missioni militari:
- Multinational Specialized Unit in Kosovo
- Joint Enterprise nell'area balcanica
- Criminal Intelligence Unit in Kosovo
- Albania 2
- Bosnia Erzegovina: euro 28.861.078 per le missioni Althea ed Integrated Police Unit
- Fanteria rumena per la partecipazione a Joint Enterprise: euro 641.286
- Arma dei carabinieri in Kosovo (EUPT): 45.665

Medio Oriente
Hebron: È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 761.702 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione internazionale denominata Temporary International Presence (TIPH 2).
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 510.598 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah).

Missioni in Africa
Nella regione del Darfur in Sudan: autorizzata la spesa di euro 167.692 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione, denominata AMIS II.
Congo: è autorizzatala spesa di euro 201.296 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione di polizia nella Repubblica democratica del Congo, denominata EUPOL Kinshasa.
Congo: è autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 4.523.032 per la partecipazione di personale militare alla missione militare a sostegno della missione di osservazione delle Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo, denominata EUFOR RD CONGO

Missione ONU a Cipro
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 126.303 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione denominata United Nations Peacekeeping Force in Cipro (UNFICYP)

Missioni e programmi di cooperazione delle Forze di polizia
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 95.432 per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK)
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 482.804 per la partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione ISAF.
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 582.293 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK).
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 4.159.702 per la proroga dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell'area balcanica.
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 581.491 per la proroga della partecipazione di personale dell'Arma dei carabinieri alla missione in Bosnia-Erzegovina denominata EUPM.
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 136.754 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alle attività per l'istituzione di una missione di assistenza alla gestione delle frontiere e dei controlli doganali in Moldavia e Ucraina.
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 31.828 per la partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS), con compiti di assistenza alla polizia civile palestinese.
Consigliere diplomatico. È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 102.708, determinata ai sensi dell'articolo 204 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, per l'invio in Afganistan di un funzionario diplomatico con l'incarico di consigliere diplomatico del comandante del contingente militare che partecipa alla missione ISAF.

Interventi urgenti a favore delle popolazioni locali
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 5.010.000 per interventi urgenti o acquisti e lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilità generale dello Stato, disposti nei casi di necessità e urgenza dai comandanti dei contingenti militari che partecipano alle missioni di cui al presente decreto, al fine di sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali.
Questo in sostanza il decreto che non solo rimarca una continuità di fondo con il precedente Governo, a parte la questione Irachena su cui valgono le considerazione più volte fatte sulla logistica internazionale (spostamento truppe in Afganistan) a sostegno dell'imperialismo euro-americano, ma rinforza, nell'essenza, la legittimità a proseguire nei vari scenari di guerra come forza militare e di occupazione tra le altre. Perché è assolutamente evidente che ogni qualvolta si apre un nuovo scenario bellico o si interviene laddove c'è n'è uno circoscritto, a quel punto, si occupa militarmente un territorio in permanenza e si costruiscono le basi per il bisogno ricorrente di finanziamento delle truppe di occupazione da una parte e delle miserie degli aiuti dall'altra. In questo campo anche molte delle ONG, non tutte naturalmente e non in tutti i luoghi, hanno funzioni militari indirette, ovvero risultano essere spesso l'avamposto di una possibile occupazione e, successivamente ad essa, le retrovie militare della guerra. A fronte di quanto gli stati spendono per distruggere, sostenere le truppe e la logistica militare, le ricostruzioni, ciò che invece fanno in aiuto alle popolazioni locali è cosa assai miserevole e penosa.
Non c'è ragione che tenga, ci spiace per quanti in Rifondazione e fuori da essa vorranno farcelo credere, a giustificare quel decreto, soprattutto in un momento in cui la spesa militare mondiale (dati Sipri 2005) è pari a 1120 miliardi dollari e dove l'Italia, con 25,1 miliardi di euro annui risulta settima al mondo!!! Pari a 468 dollari all'anno per persona.
Presto qualche compagno verrà a raccontarci che non si può fare di più per quanto riguarda la spesa finanziaria, che i soldi sono pochi eccetera, eccetera: così come non abbiamo mai fatto sconti a nessun potere, a nessun governo, allo stesso modo non faremo sconti a chi, nel nome di una presunta vicinanza di ideali, continuerà a raccontarci delle balle per salvare le poltrone a quattro burocrati di partito.

(tratto da Umanità nova, marzo 2007)
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